
Kaisu, il caffè spiegato senza aggettivi
2025Kaisu Coffee · Strategia di marca · Identità visiva · Direzione artistica
Fondazione Nebbia
Quarant’anni di arte contemporanea, finalmente consultabili da chi non è uno studioso.

La Fondazione Nebbia conserva ottomila opere, quarantamila documenti e una biblioteca che nessuno consultava. Il sito precedente era una banca dati costruita nel 2009 per i ricercatori, e funzionava benissimo per loro.
Il consiglio voleva aprire l’archivio a un pubblico più largo senza trasformarlo in un contenitore di contenuti divulgativi.
Un archivio non si può riscrivere. Le schede erano compilate in un linguaggio tecnico stratificato in quindici anni, e riscriverle avrebbe significato perdere la precisione che le rende utili.
Bisognava quindi cambiare il modo di entrarci, non il contenuto: costruire percorsi di lettura sopra il catalogo, senza toccare il catalogo.
Abbiamo progettato due letture della stessa base dati. Una è la ricerca per campi, invariata, per chi sa cosa cerca. L’altra è una serie di dossier curati, che attraversano il catalogo per temi e durano circa dodici minuti di lettura.
La tipografia fa quasi tutto il lavoro: un solo carattere, sette gradi, e la disciplina di non aggiungere colore dove basta lo spazio.
Ogni dossier è un montaggio: opere, lettere, fotografie di allestimento e schede tecniche messe in sequenza da un curatore. Il sistema non produce nulla automaticamente, e questa è stata una scelta.
La redazione pubblica un dossier al mese. Dopo il primo anno sono ventidue, e sette sono stati citati da testate che prima non si erano mai occupate della fondazione.

Per la prima volta l’archivio viene consultato da persone che non sono ricercatori. È il risultato che cercavamo da anni.

