
Ferro Vivo, utensili venduti senza nostalgia
2025Ferro Vivo · Identità visiva · Design digitale · Motion e contenuti
ProveThemWrong
Un'identità che non deve convincere nessuno: deve solo restare in piedi, forte, sul palco.

ProveThemWrong organizza concerti ed eventi hip hop portando sul palco artisti emergenti.
Prima di questo progetto, la comunicazione viaggiava di evento in evento: locandine diverse, font diversi, nessun segno capace di dire "questo è un evento Prove Them Wrong" a colpo d'occhio, in un feed dove ogni promoter usa gli stessi cliché — graffiti font, texture consumate, la parola "underground" ripetuta ovunque.
Il problema non era trovare un nome: quello, il collettivo, ce l'aveva già, ed era già un manifesto. Il problema era costruire un segno che reggesse quella dichiarazione — che funzionasse identico su una storia Instagram, su un ledwall dietro al palco e su una patch cucita su un giubbotto, senza mai sembrare un logo "onesto ma anonimo" come tanti altri nel settore.
Ho trattato il logo come un pezzo di hardware, non come una scritta. Ogni riga è un blocco pieno, tagliato di netto e inclinato come se fosse stato staccato da una lastra unica; il nero e il giallo lavorano in massimo contrasto, la stessa combinazione delle superfici che segnalano "attenzione, qui succede qualcosa" — coerente con un nome che è già una sfida aperta.
Al loro posto un solo alfabeto, una griglia stretta e una regola: ogni confezione dichiara altitudine, varietà, tostatura e data, nello stesso ordine, sempre. Il resto è spazio bianco.
Le lettere non sono piatte: sono estruse, con una faccia laterale che dà volume, come se il logo fosse un case da mixer o da amplificatore.
Questo lo rende leggibile anche ridotto a un timbro, e regge il salto su superfici difficili — patch, adesivi, retro di una maglietta — dove un logo sottile sparirebbe.

Sul fianco del blocco ho disegnato una console in miniatura: manopole, un vu-meter, bobine di nastro, un tasto play. Chi mastica cultura hip hop la riconosce all'istante — mixer, cassette, cultura analogica — chi guarda da fuori vede comunque un logo pulito e potente.
È un dettaglio che non serve spiegare a chi è già dentro la scena, e i tre simboli in basso (cerchio, freccia, doppio rullo) funzionano anche da soli come icona autonoma, per social e favicon, quando il wordmark completo non ci sta.

